Il regista britannico, naturalizzato statunitense, Alfred Hitchcock ha creato alcune delle immagini più interessanti della storia del cinema.

Per l’Hollywood Portfolio dell’anno 2008, 21 dei migliori attori presenti sulla scena moderna, si sono uniti a quattro fotografi di Vanity Fair per ricreare 11 delle scene più iconiche nei film di Hitchcock.

Ciò che rende queste scene così impressionanti è che non durano a lungo nei film, ma sono diventate dei grandi classici“, afferma il fotografo Art Streiber, che ha girato due delle immagini del portfolio. “Hanno resistito 50, 60 anni dopo, come immagini fisse, senza bisogno di dialoghi. Viene immediatamente riconosciuto di cosa si tratta.”

Una delle ragioni per cui queste immagini sono rimaste scolpite nell’immaginario comune è che Hitchcock era molto maniacale sul set, e posizionava le cose esattamente nel modo in cui le voleva, ed è per questo motivo che tutti coloro che hanno lavorato alle riprese di Vanity Fair si sono assicurati che i dettagli fossero perfettamente corretti anche questa volta.

 

 

 

Il delitto perfetto, 1954

Charlize Theron. Fotografia di Norman Jean Roy.
La scena in cui Charles Alexander Swann (Dawson) tenta di strangolare Margot Mary Wendice (Kelly), per poi essere pugnalato lui stesso con un paio di forbici, ha causato ad Hitchcock un grande stato d’ansia. Sebbene l’intero film sia stato girato in soli 36 giorni, questa singola scena ha richiesto un’intera settimana di prove e più riprese per ottenere la coreografia e il tempismo giusti.
Nell’immagine orginale: Anthony Dawson e Grace Kelly.

 

La finestra sul cortile, 1954

Scarlett Johansson e Javier Bardem. Fotografia di Norman Jean Roy.
Il film è stato definito fa il punto sul guardare film, sulla solitudine e sull’ossessione, oltre a compiere una forte critica della psiche maschile. Ma nella sua essenza, questo film è un inno alla vecchia pratica del ficcanasare. “Certo che è un ficcanaso, ma non lo siamo tutti?” disse Hitchcock. “Scommetto che nove persone su dieci, se vedono una donna dall’altra parte del cortile spogliarsi per andare a letto, o anche un uomo che si muove nella sua stanza, resteranno a guardare; nessuno si volta e dice: “Non sono affari miei”.
Nell’immagine originale: Grace Kelly e James Stewart

 

Marnie, 1964

Naomi Watts. Fotografia di Julian Broad.
Sembrava a molti che Hitchcock sul set si preoccupasse poco della produzione del film e che tutti i suoi sforzi confluissero nel corteggiamento dell’attrice protagonista. Ogni giorno mandava champagne nel suo camerino e le confessava liberamente il suo amore. Dopo che Hedren alla fine lo respinse, il regista la lasciò stare e si rifiutò di pronunciare il suo nome in altre occasioni. Abbiamo detto che Marnie è uno psicodramma sulla frigidità?
Nell’immagine originale: Tippi Hedren.

 

Rebecca – La prima moglie, 1940

Keira Knightley e Jennifer Jason Leigh. Fotografia di Julian Broad.
Rebecca è stato il primo film prodotto da Hitchcock dopo che il produttore David O. Selznick lo ha attirato da Hollywood con le promesse di un grande budget e di un alto stipendio. Hitchcock propose diverse modifiche a questa storia di fantasmi, aggiungendo elementi di ironia e dark humor. Selznick chiese però una riscrittura del copione più fedele al romanzo. Anche se Hitchcock in seguito ha respinto il film affermando che fosse “not an Hitchcock picture”, è stato uno dei suoi successi più importanti e l’unico film ad aver vinto il premio della migliore fotografia agli Academy Awards.
Nell’immagine originale: Joan Fontaine e Judith Anderson.

 

L’altro uomo, 1951

Emile Hirsch e James McAvoy. Fotografia di Art Streiber.
Hitchcock potrebbe aver esagerato quando ha definito “l’inefficacia dei due attori principali” uno dei principali difetti del film, ma Guy (Granger), essendo stato interpretato da una figura più forte (la prima scelta di Hitchcock era William Holden), avrebbe potuto essere più empatico come un eroe. È difficile non tifare per il cattivo (Walker), specialmente quando ha le mani intorno al collo della moglie grassa, disgustosa e infedele di Guy, e comincia a stringere. Ma per quanto ne sappiamo, quello potrebbe essere stato l’intento di Hitchcock da sempre.
Nell’immagine originale: Farley Granger e Robert Walker.

 

Vertigo, 1958

Renée Zellweger. Fotografia di Norman Jean Roy.
La protagonista di questo film è forse il ritratto più completo dei temi che ossessionavano i suoi film: ossessione, paranoia, trasferimento di colpa, amore disprezzato. E, naturalmente, la necrofilia: “Sono affascinato dai tentativi dell’eroe di ricreare l’immagine di una donna morta attraverso un’altra che invece è viva”, ha detto Hitchcock quando gli è stato chiesto di descrivere la trama.
Nell’immagine originale: Kim Novak.

 

Caccia al ladro, 1955

Gwyneth Paltrow e Robert Downey Jr. Foto di Norman Jean Roy.
Grace Kelly era la quintessenza della fredda bionda hitchcockiana. Il regista ha definito il suo sex appeal “indiretto”. “Il sesso non dovrebbe essere pubblicizzato”, ha detto Hitchcock. “Una ragazza inglese, che assomiglia ad un’insegnante, sarebbe in grado di salire su un taxi con te e, con tua sorpresa, probabilmente ti aprirebbe i pantaloni”.
Nell’immagine originale: Grace Kelly e Cary Grant.

 

Prigionieri dell’oceano, 1944

Da sinistra: Tang Wei, Josh Brolin, Casey Affleck, Eva Marie Saint, Ben Foster, Omar Metwally e Julie Christie. Fotografia di Mark Seliger.
Questo film ha presentato una difficile sfida alla determinazione di Hitchcock di apparire in una scena in ciascuno dei suoi film. “Ho pensato che sarei potuto essere un corpo morto che galleggiava accanto alla scialuppa di salvataggio, ma temevo di affogare”, ha detto. Hitchcock era sinceramente preoccupato per il suo peso in quel momento ed aveva infatti intrapreso una dieta faticosa. La sua soluzione al problema del cameo: è apparso in un giornale letto da uno dei passeggeri della barca, fotografato prima e dopo la sua dieta in un annuncio pubblicitario per un farmaco immaginario per la perdita di peso.
Nell’immagine originale: (da sinistra) Walter Slezak, Mary Anderson, Hume Cronyn, Tallulah Bankhead, John Hodiak, Henry Hull, Heather Angel, William Bendix, Canada Lee.

 

Gli uccelli, 1963

Jodie Foster. Fotografia di Norman Jean Roy.
Hitchcock ha detto che ha realizzato questo film per “spaventare a morte la gente”, ma Hedren potrebbe essere stata più spaventata di qualsiasi altra persona del pubblico. Durante le riprese della scena dell’attacco degli uccelli, climax del film, Hitchcock mise Hedren in una gabbia gigante e fece avvicinare due uccelli vivi al suo viso. Ha girato la scena tutto il giorno, tutti i giorni, per un’intera settimana. È stato solo quando l’attrice ha ricevuto uno squarcio sotto un occhio che le riprese sono state interrotte. “Davvero la peggior settimana della mia vita”, ha detto Hedren.
Nell’immagine originale: Tippi Hedren.

 

Intrigo internazionale, 1959

Seth Rogen. Fotografia di Art Streiber.
L’idea per la famosa scena del campo di grano è nata quando Hitchcock ha deciso di invertire, il più drammaticamente possibile, il trucchetto del film cliché in cui un uomo è costretto a scappare da una forza sinistra per salvarsi la vita. “Come viene fatto solitamente?” Chiese Hitchcock. “Una notte buia in uno stretto incrocio della città. La vittima attende in piedi sotto la luce di un lampione. I ciottoli sono “bagnati a causa dalle recenti piogge”. Così Hitchcock ha incaricato il suo scenografo di mettere il suo eroe in una distesa aperta nella quale non c’era possibilità di nascondersi: un campo di grano completamente spoglio ed in mezzo al nulla.
Nell’immagine originale: Cary Grant.

 

Psycho, 1960

Marion Cotillard. Fotografia di Mark Seliger.
Tutti i film di Hitchcock sono influenzati dalla figura di suo padre, “un uomo piuttosto nervoso” che una volta ha rinchiuso il proprio figlio di sei anni in un carcere locale per comportamento scorretto. Meno si conosce invece della madre di Hitchcock. Sappiamo che avevano una relazione stretta; erano talmente uniti, infatti, che lei lo accompagnava durante le vacanze con sua moglie. Tuttavia, le donne più anziane nei film di Hitchcock sono raramente trattate con gentilezza e tendono anzi ad essere criticone, odiose, deboli. Ma è con Psycho che si raggiunge il culmine di questi comportamenti; una madre è stata indentificata come una maniaca omicida, anche se per delega.
Nell’immagine originale: Janet Leigh.

 

 

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